<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><!DOCTYPE article  PUBLIC '-//OASIS//DTD DocBook XML V4.4//EN'  'http://www.docbook.org/xml/4.4/docbookx.dtd'><article><articleinfo><title>ReadingList</title><revhistory><revision><revnumber>4</revnumber><date>2017-07-10 16:33:52</date><authorinitials>Stefanauss</authorinitials><revremark>Un'altra Internet, Le Macchine Volanti</revremark></revision><revision><revnumber>3</revnumber><date>2017-01-01 17:08:57</date><authorinitials>Stefanauss</authorinitials><revremark>Aggiunto TED Talk di Danny Hillis</revremark></revision><revision><revnumber>2</revnumber><date>2016-11-28 13:19:51</date><authorinitials>Stefanauss</authorinitials><revremark>Aggiunto &quot;DIY networking: the path to a more democratic internet&quot;</revremark></revision><revision><revnumber>1</revnumber><date>2016-03-31 14:13:28</date><authorinitials>Stefanauss</authorinitials><revremark>Aggiunto &quot;How to Build a Low-tech Internet&quot;</revremark></revision></revhistory></articleinfo><para><emphasis role="strong"><ulink url="http://www.lowtechmagazine.com/2015/10/how-to-build-a-low-tech-internet.html">How to Build a Low-tech Internet</ulink></emphasis> @ Low-Tech Magazine </para><para>Introduzione alle tecnologie che permettono il proliferare delle <emphasis>Wireless Community Networks</emphasis>, anche se più da una <emphasis role="strong">prospettiva diversa da Ninux</emphasis> e più vicina a quello dell'accesso Internet rurale, in aree sperdute. Ciononostante si parla molto di alcuni valori comuni come <emphasis role="strong">condivisione</emphasis> delle risorse, <emphasis role="strong">consumo critico</emphasis>, <emphasis role="strong">efficienza energetica</emphasis>, <emphasis role="strong">best effort</emphasis>. Contiene un sacco di riferimenti a cose interessanti come <emphasis role="strong">link lunghissimi</emphasis> (&gt;100km), <emphasis role="strong">DTN</emphasis>, (<emphasis>Delay-Tolerant Networks</emphasis>), performance realistiche.  </para><para><emphasis role="strong"><ulink url="http://theconversation.com/diy-networking-the-path-to-a-more-democratic-internet-67216">DIY networking: the path to a more democratic internet</ulink></emphasis> @ The Conversation </para><para>Panoramica del DIY networking, incluse le Community Network (Ninux viene menzionata): cosa sono, come funzionano, cosa possono offrire. </para><para><emphasis role="strong"><ulink url="https://www.ted.com/talks/danny_hillis_the_internet_could_crash_we_need_a_plan_b/">Danny Hillis: The Internet could crash. We need a Plan B</ulink></emphasis> @ TED Talks </para><para>«Ma il fatto è che la gente è più concentrata sulla difesa dei computer su Internet, e sorprendentemente c'è stata poca attenzione sulla difesa dello stesso Internet come mezzo di comunicazione. E credo che probabilmente dovremmo fare più attenzione a questo, perché è davvero fragile. In realtà, in passato, quando c'era ARPANET, ci sono state volte -- c'è stata una volta precisa in cui si è completamente bloccata perché un solo message processor aveva un virus al suo interno. [...] Tutto ha iniziato a rompersi. La cosa interessante era che gli amministratori di sistema poterono aggiustarlo, ma dovettero spegnere ogni singola cosa su Internet. E questo non si può fare oggi. Spegnere tutto è come la telefonata di servizio dalla società elettrica, ma per tutto il mondo.» </para><para><emphasis role="strong"><ulink url="https://www.lemacchinevolanti.it/approfondimenti/unaltra-internet">Un'altra internet</ulink></emphasis> @ Le Macchine Volanti </para><para>«A questo punto potremmo chiederci: ma le cose non stanno già così? La rete non è già oggi libera? Non proprio. Per quanto ufficialmente internet non abbia un padrone unico, è regolata, ristretta e – spesso – incatenata al volere di governi e privati sempre più potenti. [...] È quello che l’esperto di cybersicurezza Bruce Schneier ha definito “internet feudale”, comandato da pochissimi signori a cui chiedere protezione per non essere schiacciati. [...] Tale strapotere si è fatto sentire lo scorso febbraio quando una linea di codice errata ha “spento” un pezzo di internet, mandando in down un enorme numero di siti e servizi; un evento che dovrebbe fungere da monito per il futuro e la solidità della rete.» </para></article>